Scopri qui tutti i significati dei 12 brani di “Walls”, l’album di debutto di Louis Tomlinson. Ecco le sue parole, tradotte in italiano, traccia per traccia.

Venerdì 31 gennaio 2020, quasi un anno fa, è uscito l’attesissimo album di debutto di Louis Walls, il suo primo album da cantante solista, ora disponibile su Spotify e in tutti gli store sia digitali che fisici tra cui iTunes, Team World Shop, Amazon.

Il disco contiene 12 bellissime tracce, tra cui i singoli di successo “Two Of Us”, “Kill My Mind”, “We Made It”, “Don’t Let It Break Your Heart” e “Walls”. 

Nello store di Sony Music Italy puoi trovare una speciale edizione di “Walls”, il primo album di Louis con la tote bag a tema in omaggio:

I significati dei brani di Walls

Nel corso di un’interessantissima intervista, Louis ha raccontato tutti i brani di “Walls”, traccia per traccia, rendendo tutti i suoi fan partecipi dei processi che l’hanno portato a scrivere quei testi, e cosa le parole significhino per lui.

“Questa canzone è stata scritta per due motivi: il primo è che, mentre stavo ascoltando l’album, mi sono reso conto che mancava un momento eccitante e divertente, penso che questa canzone evochi momenti del genere. Il secondo motivo è stato un po’ una presa di posizione, “questo è ciò che voglio essere, questa è la direzione in cui voglio muovermi”, ma sono consapevole del fatto che si tratta di una transizione.  Non avrei mai inserito dieci “Kill My Mind” nell’album, non credo sarebbe stata la scelta giusta.”

“Onestamente, il ritornello mi ricorda molto una canzone dei One Direction. Ha quel ritmo accattivante, speranzoso e gioioso. Per quanto riguarda il significato, riporta quasi le stesse parole della canzone che ho scritto con Steve Aoki, Just Hold On. E’ una di quelle canzone che promuove la speranza nonostante tutte le difficoltà che la vita ti pone davanti.”

“Non ero pronto a scriverla. Il verso originale era “So I’ll leave a messaggi after the tone”, e mi fa sempre arrabbiare quando lo ascolto, perché c’è così tanta bellezza in questa canzone. Infine l’ho cambiato in “So I’m not alone”, e penso che questo riesca a racchiudere il peso emotivo di tutto ciò che ho scritto. Probabilmente è la canzone più importante che abbia mai scritto.”

“Ho scritto questa canzone circa tre anni fa, ne avevo circa 20 versioni diverse e mi ci è voluto un po’ per scegliere ma alla fine ce l’abbiamo fatta. La canzone mi piace molto, ma non direi che è una delle mie preferite dell’album. Tuttavia è una delle canzoni preferite dell’etichetta discografica, quindi ho giocato su quello. Cercare di essere autentico è una battaglia costante. E’ qualcosa su cui sono forte, la maggior parte delle volte.”

“Ricordo quella sensazione di quando hai diciotto anni e incontri la persona  con cui potresti passare il resto della vita. Tutti abbiamo commesso degli errori, da giovani, e io volevo semplicemente catturare quest’idea.  Non ero pronto per quella responsabilità e ora che ci penso, e sono più adulto, posso parlare per esperienza. Posso capire dove stavo sbagliando ma, a diciotto anni, ci sono tanti ragazzi che non sono pronti ad assumersi questa responsabilità. Volevo semplicemente raccontare questo.”

“Ho vissuto un momento fantastico a Londra, per quanto riguarda questa canzone. Ero andato a registrare alcuni pezzi di Walls ed è stato un momento unico e molto importante per me. Ci sono stati dei momenti, durante la realizzazione di questo album, in cui mi sono sentito frustrato ed è stato difficile rimanere in piedi e continuare a lavorare, l’intero processo creativo può essere davvero frustrante. Tuttavia ho passato questo momento magnifico in uno studio di Londra (Angel Studio) e c’erano circa 15-18 persone pronte a suonare la mia canzone. Penso che l’orchestra dia a questa canzone molta più credibilità.”

“Ha un testo che racconta una storia che sicuramente piacerà a tutti i fan accaniti dei One Direction: c’è un verso che parla del posto dove vivevo insieme alla band, un complesso di appartamenti chiamato Princess Park. E’ una sorpresa per tutti i miei fan, sono sicuro gli piacerà.”

“E’ una canzone autobiografica, riguarda me stesso. Sono io che realizzo che c’è sempre stata quella persona e che, indipendentemente da cosa fai o da quello che vedi, quella persona ti manca.”

“Quello che avevo intenzione di descrivere con questa canzone è l’idea del sentirsi giovani e di quanto sia importante. Mi ritrovo in questa fase della vita in cui non sono più un teenager, non sono un ragazzino e non sono  nemmeno vecchio, sono consapevole dell’età che ho e me la godo.”

“Ho lavorato a questa canzone con Jamie Scott, che ha fatto parte del team dei scrittori dei One Direction. A livello di testo, è un’estensione di “What Makes You Beautiful”, il primo singolo della band. E’ stata scritta quasi come un tentativo di scrivere una canzone che potesse piacere ai fan, che potessero considerare la loro preferita. Ci sono tantissimi esempi di persone che, uscendo da boy band, si sentono in dovere di parlarne male o rinnegare tutto. Io amo i One Direction. Amo la musica che abbiamo fatto, amo i nostri fan, e tutto quello che c’è dietro. Ci sono alcune canzoni, come Kill My Mind oppure Walls, in cui ho provato a fare qualcosa di nuovo, di diverso, ma c’è sempre spazio per le canzoni che ricordano quelle dei One Direction.”

“Ho provato ad essere vulnerabile ed onesto. Ho provato a scrivere tutti i miei sentimenti, tutto ciò che ho provato. Un giorno puoi sentirti bene, giovane e alla grande, e quello dopo puoi sentirti giù di morale. Volevo parlare proprio di queste sensazioni.”

“Il suono gracchiante va oltre la mia capacità di comprensione, penso sia il modo in cui è stata registrata la chitarra. La cosa che amo di più di questa canzone è che sembra classica, sembra quasi di andare indietro nel tempo. E’ una delle mie preferite perché non ha una struttura tradizionale, il ritornello è presente soltanto una volta. Non esiste un’altra canzone  simile all’interno dell’album e l’ho messa appositamente alla fine.”

Walls su Spotify