Se ti stai chiedendo qual è il significato di plusvalenze e perché se ne parla spesso in relazione al mondo del calcio e della Serie A, sappi che è un termine utilizzato per indicare il guadagno che una società trae dalla cessione di un proprio giocatore; nel caso in cui il tesserato non ha portato ad una trattativa e un ritorno soddisfacente, si parla di minusvalenze.

Il tema delle plusvalenze è ricorrente nel mondo del pallone e, soprattutto sul finire del 2021, si sta sentendo molto parlare di inchieste e accertamenti per falso in bilancio. Continua a leggere se vuoi approfondire l’argomento.

Cosa sono le plusvalenze

Le plusvalenze sono la principale fonte di entrate per una società: i giocatori sono infatti il bene più prezioso per i club, insieme ai diritti tv, commerciali e da stadio. Ne consegue quindi che lo scopo di un Milan, Inter, Juventus di turno, è quello di valorizzare al massimo i propri tesserati.

Il significato di plusvalenza è quindi l’incremento di valore di un calciatore: dal valore del suo cartellino alla partenza a quando è arrivato. Il calcolo, che appare molto semplice (sottrazione tra costo di vendita e quello di acquisto), è in realtà molto più complicato.

Come chiarisce DAZN – il principale player di questa stagione (e delle prossime) della Serie A – all’interno del suo blog: la plusvalenza è la differenza tra il valore stabilito al momento della cessione e il valore della quota restante del costo storico, influenzato dall’ammortamento annuo.

L’ammortamento è il vero fulcro della questione: se il giocatore X viene pagato 10 milioni di euro e due anni dopo si decide di venderlo, per il bilancio del club non peserà più il costo sostenuto per farlo entrare in rosa, bensì quanto l’esborso sia stato assorbito dal bilancio.

Calcolo ammortamento nel calcio

L’ammortamento del cartellino è il valore del giocatore con la quota restante dell’investimento iniziale fatto dal club. Per calcolare l’ammortamento bisogna partire dalla cifra iniziale (es. 10 milioni di euro pagati per avere un giocatore) dividerla per gli anni di contratto le cui singole quote vengono sottratte annualmente.

Es. Il Club X ha pagato 10 milioni di euro per il giocatore Y facendogli un contratto di 5 anni. I 10 milioni non vengono iscritti subito a bilancio, ma 2 milioni ogni anno per i cinque anni consecutivi.

Esempio pratico di plusvalenza

Ti spieghiamo in parole molto semplici la plusvalenza nel mondo del calcio: un giocatore viene pagato 100 milioni di euro per un contratto di 5 anni. Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, l’investimento viene iscritto a bilancio per ogni anno dell’accordo: quindi sul bilancio del club ogni anno ci saranno 20 milioni di euro (la divisione è infatti 100:5).

Al termine della prima stagione il costo del giocatore sarà 80 milioni di euro (abbiamo ammortizzato 20 milioni), al termine della seconda 60 milioni e così via.

Al termine della seconda stagione il Club riceve un’offerta per l’acquisto del cartellino: il valore nel nostro caso sarà quindi di 60 milioni di euro. Se il Club lo cede a più di 60 milioni di parla di plusvalenza, se si scende di minusvalenze.

La procedura appena spiegata è comune a quasi tutte le squadre di Serie A.

Cosa sono le inchieste per plusvalenza

Il termine plusvalenza assume una connotazione negativa quando il calcolo che viene fatto è fittizio: in questo caso lo scopo dei club è quello di scambiarsi i giocatori gonfiandone i prezzi per mettere a bilancio valori patrimoniali più alti con lo scopo di sistemare artificiosamente i bilanci.

Così facendo il Club non risulta più ricco, ma maschera le perdite puntando i riflettori sulla sua salute finanziaria portandone poi benefici.