Vai a Team World Shop

Cosa sono le auto a guida autonoma e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro

Cosa dovremmo aspettarci per il futuro dalle auto a guida autonoma? Abbiamo provato a rispondere ad alcuni interrogativi interessanti sulle auto che si guidano da sole.

auto in 3d su sfondo nero

Già da qualche anno fanno molto discutere le sperimentazioni di auto a guida autonoma. Si tratta di veicoli che, attraverso l’intelligenza artificiale e delle tecnologie specifiche, sono capaci di guidare anche nel traffico, senza l’ausilio di un conducente. Ma come funzionano? Qual è il livello di tecnologia e sicurezza raggiunto al giorno d’oggi e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Vediamo insieme le risposte a tutte queste domande.

Come funzionano le auto che si guidano da sole?

Il primo progetto concreto di auto a guida autonoma è partito nel 2009, e a lanciarlo è stato Google. A seguire si sono subito aggiunte le case automobilistiche più importanti, con progetti autonomi o con joint venture per sostenere i costi delle sperimentazioni e della ricerca.

Ogni azienda che si è lanciata nel campo usa un sistema particolare, su cui chiaramente tendono a tenere il massimo riserbo. In generale, le auto a guida autonoma funzionano attraverso un elaborato sistema fatto di telecamere, radar e sensori a ultrasuoni. In questo modo il veicolo non solo riesce a “vedere” cosa c’è intorno, ma anche a percepirne la grandezza, la distanza, la velocità, oltre a poter capire da solo se la strada è bagnata o è in corso una nevicata.

Auto che si guidano da sole, a che punto è la tecnologia?

Il grado di automazione delle auto che si guidano da sole è stato diviso in cinque livelli, dove per livello zero si intende la classica vettura che guidano gli uomini, mentre al livello 5 c’è un veicolo che non ha nemmeno il volante, perché non è prevista la guida umana.

Attualmente sono in vendita: le auto di livello 1, quelle per intenderci che hanno il Cruise control che permette di settare la velocità; i veicoli autonomi di livello 2, ovvero che permettono di tenere in automatico la corsia e la distanza di sicurezza dalle altre vetture; da poco sono in vendita anche le auto a guida autonoma di livello 3, che frenano e sterzano da sole e che sono anche capaci di comunicare con le altre vetture equipaggiate con lo stesso sistema.
In tutte queste autovetture, tuttavia, la presenza di un conducente non è solo prevista, ma necessaria. Insomma, finora la tecnologia ha fornito assistenza all’autista, ma non l’ha ancora sostituito.

Il livello 4 di automazione nella guida è invece in fase di sperimentazione. Si tratta di auto che effettivamente guidano autonomamente, anche in condizioni complicate da gestire. L’autista alla guida funge solo da controllore: in caso la tecnologia dovesse fare cilecca o non interpretare correttamente una situazione di pericolo, allora chi è alla guida deve intervenire e guidare manualmente la vettura. Una situazione che dovrebbe, nelle idee dei costruttori, essere un’eccezione, perché l’auto dovrebbe cavarsela da sola nella stragrande maggioranza dei casi.

Il livello 5 di auto a guida autonoma, infine, è solo allo studio. L’idea è di una vettura senza volante, né pedali, dove il conducente umano non esiste e tutti sono ugualmente passeggeri. Queste auto dovrebbero essere capaci di comunicare tra loro e interagire con la segnaletica. Tempi per vederle in strada? Secondo molti non prima del 2030, ma nessuno può dirlo con esattezza e potrebbe essere anche molto prima.

Vantaggi delle auto a guida autonoma

Ma mettiamo caso che a noi piaccia guidare, anzi che ci divertiamo un mondo a infilare le marce e muovere lo sterzo, perché mai dovremmo ricorrere a un’auto che si guida da sola? La risposta è molto semplice: perché ridurrebbero il traffico. Come abbiamo accennato, queste vetture sono in grado di comunicare tra di loro, conoscere le condizioni di traffico in tempo reale delle strade e, se la segnaletica è tecnologicamente avanzata, anche di sapere quando a un semaforo scatterà il verde. Nei vari test che si sono fatti con le auto di livello 4, è stato scoperto che semplicemente aggiungendo in un circuito una percentuale minima di macchine a guida autonoma (un 10 per cento delle auto circolanti), i tempi di percorrenza di tutte le vetture si riducevano e tutti andavano più spediti, limitando il traffico e anche lo smog che ne consegue. Non male se pensiamo a quanto il traffico cittadino influenzi la vita e la qualità della vita delle persone.

Auto che si guidano da sole, sono sicure?

Il punto dolente e che spesso viene portato a galla quando si parla di auto a guida autonoma è la sicurezza. In effetti, le auto che si guidano da sole sono state coinvolte (ma come non sarebbe potuto succedere?) in incidenti. Alcuni dei quali, purtroppo, mortali. Tuttavia, considerando la quantità di chilometri che sono stati percorsi da queste auto, attualmente si sono mostrate più sicure di quelle a guida umana.

In pratica, a parità di chilometri percorsi, è più facile che incorra in un incidente un’auto guidata da un uomo che quella guidata dall’intelligenza artificiale, cioè quella senza autista. Allora perché se ne parla tanto? I problemi sono più di ordine etico e legislativo che di sicurezza in sé. Per esempio, di chi è la colpa di un incidente se l’autista che ha sbagliato la manovra non esiste? Non solo, alcuni parametri etici di queste macchine non sono ancora chiari. In caso di pericolo sia per un pedone che per chi è dentro l’auto, per esempio, cosa dovrebbe fare l’auto che si guida da sola? Tutelare chi sta nella vettura o il pedone che sta fuori? Tutte queste domande sono, insieme ad alcuni limiti tecnici che ancora esistono, la vera sfida delle auto a guida autonoma. Solo quando sapremo rispondere a questi interrogativi, avremo probabilmente molte auto che si guidano da sole sulle strade.