Un’altra settimana è passata e abbiamo avuto una piccola dose di Marvel Cinematic Universe per tenerci carichi prima della grande uscita di “Spiderman: No way home” nelle sale dal 15 Dicembre 2021.

Mercoledì 1 Dicembre infatti è uscita su Disney+ la terza puntata della serie Hawkeye della durata di 40 min circa. Dopo aver condiviso con te la nostra recensione dei primi due episodi, ecco cosa ne pensiamo di questo terzo appuntamento.

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Se non hai preso visione dei primi tre episodi della serie, ti consigliamo di NON proseguire con la lettura.

Hawkeye: recensione terzo episodio

Come nel primo episodio, dove ripercorriamo l’infanzia di Kate Bishop e ciò che la farà aspirare a diventare apprendista di Clint Barton, nei primi minuti del terzo intravediamo una piccola Maya Lopez alle prese con la difficoltà nell’essere una non udente in una scuola, e in un mondo, per udenti.

Seppur la bimba abbia difficoltà nella vita e nel riuscire a capire cosa la maestra o i compagni stiano dicendo, è capibile fin da subito la sua più grande dote, quella che poi la farà diventare Echo, ovvero la capacità di osservazione. Apprende tutto solo guardando qualcun altro fare quella stessa azione. Suo padre la chiama piccolo drago e le insegna che tutto ciò che deve fare per essere qualcuno di unico è saltare dal suo mondo, al mondo degli udenti. Purtroppo per lei, e per Clint, la rabbia per Ronin è scatenata proprio per il nostro vigilante che uccide il padre di Maya quando lei è una ragazzina. Echo nei fumetti, dopo la morte dello stesso Clint Barton, prenderà in eredità il suo costume ed il nome di Ronin, fino alla dipartita della stessa ragazza, poi resuscitata dalla Mano (organizzazione criminale).

Avevamo lasciato il nostro amico Occhio di Falco legato ad un bellissimo unicorno, con una Kate spiaccicata sul pavimento dopo una caduta bella alta.

Legati entrambi attendono con impazienza di avere visite dal grande capo, intanto che Bishop fa della psicologia di coppia spicciola ad uno degli scagnozzi.

Finalmente Maya decide di raggiungere i due, e nota subito l’apparecchio acustico di Clint, così inizia a parlargli nel linguaggio dei segni. Sfortunatamente il nostro amico non ha ancora imparato ad usarlo, e viene in suo aiuto lo scagnozzo Kazimierz Kazimierczak, un mercenario al servizio del misterioso zio della criminale. Ho dovuto copiare il nome? Potrebbe essere.

Hanno già confermato l’apparizione di Kingpin, per cui quel parente a capo della stessa Maya potrebbe trattarsi di lui, o di Jake Duquesne, il nuovo fidanzato della madre di Kate, ma lo scopriremo andando avanti con la storia.

Maya vuole sapere chi si nasconde sotto Ronin, Clint le risponde che non è più un problema perché è morto, ucciso da Vedova Nera e che lui era presente. Per Echo pare troppo conveniente questa risposta, e tenta di strangolare Kate per farle ammettere di essere lei sotto quel costume.
Approfittando del diversivo, Clint si libera frugando il nastro adesivo che lo teneva imprigionato contro una parte dell’unicorno, scappando. Inizia così una lotta tra lui e i mafiosi in tuta, finché non arriva Maya che con un calcio fa volare il suo apparecchio acustico e distruggendolo poco dopo.
Clint riesce a recuperare il suo arco e le frecce, e con una sequenza a rallentatore di quelle che ci piacciono tanto, scocca un dardo nel nastro che tiene Kate ancora ancorata alla sua prigione dondolante. La ragazza subito si mette a combattere con il braccio destro di Echo, e annientati tutti i cattivi scappano insieme. Le prossime sequenze rendono chiaro come i due abbiano una chimica naturale per il combattimento in coppia, e fanno ridere i tentativi di Kate di usare le varie frecce truccate di Occhio di Falco mentre ancora lui non sente niente. Rimangono con solo due dardi, che nessuno capisce cosa facciano a parte lo stesso Clint. Kate scocca la sua verso l’alto come gli aveva detto il suo mentore, e Hawkeye la colpisce con una modificata dalla stessa PYM, l’industria di Hank Pym, il primo Ant-man famoso per potersi rimpicciolire o ingigantire con una sostanza da lui creata. Si forma così una super gigante freccia che ferma tutti, mentre i nostri eroi si buttano sul tetto del treno tenendosi con una stessa a ventosa, screditata tanto dalla ragazza poco prima.Tornano a casa della zia di Kate, loro base provvisoria. Nathaniel, il figlio minore di Hawkeye, lo chiama e Kate gli scrive su un block notes cosa stesse dicendo, in modo che possa rispondere. In quel momento la ragazza si rende conto che l’unica causa per cui il suo supereroe è addolorato per la lontananza con la sua famiglia, è lei.

Sistemato l’apparecchio, vanno a pranzo fuori. Nel mentre chiacchierano su un costume per Clint che spicchi tra gli altri, e lui risponde che ci sono 3 motivi per cui non può farne uno viola:
Il primo, molto logico e pratico è che deve essere un fantasma. Il secondo è che Laura chiederebbe il divorzio (se segliesse quello suggerito da Kate, l’originale dei fumetti, la capisco) e l’ultimo è che non è un esempio da seguire. No Clint, lo sei, come dice Bishop, ha lasciato la famiglia per salvare una sconosciuta. E qui lacrime.
Dopo aver appurato che il capo al di sopra di Maya Lopez è decisamente troppo pericoloso, decidono di andare a casa di Kate per accedere al database della Bishop Security per trovare indizi sui mafiosi in tuta e sul suo futuro patrigno. Pensavano di essere soli, ma la puntata si interrompe bruscamente quando lo stesso Jake gli punta la spada di Ronin (abbastanza ironico) lasciandoci tutti con una suspance da capogiro.

Non ci resta che aspettare la prossima puntata per scoprire cosa succederà.

Ti ricordiamo inoltre che Marvel, in occasione del Disney+ Day, ha annunciato una serie spin off proprio sul personaggio di Maya Lopez, con già diffusi rumor sulla presenza nella serie di Daredevil e altri personaggi secondari.