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Perché i padroni abbandonano i loro animali domestici?

Ogni anno nel periodo estivo si verifica la pratica barbara dell'abbandono degli animali domestici. Ecco le soluzioni di buon senso per arginare questo tragico fenomeno.

cane abbandonato lungo la strada

Ogni anno in Italia vengono abbandonati, secondo le statistiche, più di 100 mila animali domestici. I picchi di abbandono si hanno in prossimità delle vacanze estive e all’inizio della stagione di caccia. Nell’analizzare il fenomeno dell’abbandono degli animali domestici non vogliamo assolutamente giustificare questa pratica barbara, ma capirne i motivi e suggerire soluzioni e comportamenti, anche individuali, per arginare un fenomeno disumano e pericoloso. Partiamo quindi dal capire perché un padrone abbandona il suo animale domestico.

Cosa spinge ad abbondonare un animale domestico

I motivi per cui le persone decidono di abbandonare il proprio animale domestico possono essere molteplici, a volte legati all’animale, a volte legati invece al proprietario.

In numerosi casi l’animale domestico viene abbandonato perché ammalato o anziano. In pratica, dopo che per molti anni ci ha tenuto compagnia, alcune persone decidono di abbandonarlo proprio quando l’animale ha più bisogno del padrone.

Un altro motivo, triste anche per il proprietario, è il decesso del padrone o il suo trasferimento in una casa di riposo. In questo caso sono i familiari del padrone che decidono di abbandonare l’animale domestico che pure aveva tanto tenuto compagnia all’anziano. Al contrario, anche la nascita di un figlio in una coppia, porta in alcuni casi all’abbandono dell’animale domestico, di cui non si ha più tempo o voglia di prendersi cura, perché oramai presi dal nascituro. A proposito di nascite, gli animali che non vengono sterilizzati portano spesso a cucciolate indesiderate e i padroni decidono di abbandonare i cuccioli, e a volte anche la madre, per non doversene fare carico.

Infine, i casi più diffusi restano quelli, tanto banali quanto comuni, di abbandono dell’animale perché si va in vacanza e non si ha dove lasciarlo; oppure del cane da caccia che, oramai vecchio, non rende più come una volta (ecco perché uno dei picchi di abbandono di animali si verifica con l’inizio della stagione di caccia).

Per tutte queste cause di abbandono di animali, come vedremo a breve, c’è una soluzione di buon senso e semplice che spesso non viene presa in considerazione. Prima di svelarti la soluzione per arginare il fenomeno degli abbandoni, vediamo le conseguenze, sociali e legali, che abbandonare un animale comportano!

I problemi causati dall’abbandono degli animali

Abbandonare un animale significa quasi sicuramente condannarlo a morte. Molti finiscono feriti o uccisi dalle auto. Inoltre, diventano loro stessi un pericolo per gli automobilisti che rischiano di fare un incidente cercando di evitarli. Gli animali abbandonati sono spesso non sterilizzati, quindi si riproducono alimentando un fenomeno negativo e creando un circolo vizioso. Anche i pochi animali abbandonati che sopravvivono, avranno una vita fatta di stenti, scarsità di cibo e assenza di cure, per non parlare dell’assenza di affetto del tanto amato padrone.

Non dimentichiamo inoltre che la legge punisce chi abbandona un animale domestico. La pena varia dai mille ai dieci mila euro di multa e può risultare fino a un anno di carcere. Se l’animale abbandonato provoca poi un incidente stradale con vittime, le porte del carcere si possono spalancare anche per molto più tempo.

Solo questo dovrebbe far desistere le persone dall’abbandonare un animale, ma poiché evidentemente la paura di essere puniti non basta, vediamo alcuni consigli utili per ridurre il fenomeno dell’abbandono degli animali domestici, adatti per tutte le situazioni!

Soluzioni per non lasciare solo il tuo amico a quattro zampe

Se si ha cane, un gatto o anche un canarino e per tutta una serie di motivi non se ne può più prendere cura, esistono tutta una serie di opzioni diverse dal semplice abbandonarlo in strada o in autostrada. Se, come abbiamo visto, il proprietario si ammala o viene a mancare si può tranquillamente portare il cane nelle strutture pubbliche o convenzionate con il pubblico. Non saranno alberghi a cinque stelle, ma le leggi e l’aumentata sensibilità verso gli animali hanno fatto sparire, fortunatamente, i canili lager e adesso quanto meno gli si offrirà un tetto e magari anche un po’ di affetto. Se l’animale sarà fortunato potrà anche essere adottato da una nuova famiglia.

Se, invece, ad ammalarsi è l’animale e non si hanno soldi per curarlo è bene sapere che il servizio pubblico nazionale, la Asl per intenderci, ha un servizio veterinario, proprio come per gli esseri umani. Con pochi soldi, il vostro cane o gatto, potrà essere operato e curato. Se invece l’animale domestico dà delle cucciolate inaspettate non vi sarà molto difficile trovare chi si prenderà cura dei cuccioli. Una sola premura deve però guidare il proprietario dell’animale: non dare i cuccioli a chi si sa che non potrà occuparsene, perché si sta solo rinviando il problema e l’animale sarà presto abbandonato lo stesso.

Infine, se si sta per andare in vacanza e non si sa dove lasciare il proprio animale domestico, anche qui una soluzione di buon senso si trova, anzi ce ne sono due. La prima è di trovare un posto pet-friendly dove andare in vacanza. Fortunatamente la cultura e la coscienza del benessere degli animali è molto cresciuta negli anni e alberghi, case vacanza e campeggi sanno che c’è una grossa fetta di popolazione e di clienti che ha animali e vuole portarli con sè. Quando si prenota la vacanza basta prenotare nelle strutture pet-friendly e il problema è risolto.

Se il viaggio è invece lontano (come una vacanza negli Stati Uniti per esempio) portarsi con sé il proprio cane o gatto può essere complicato (le autorità straniere possono chiedervi tutta una serie di documenti per verificare che il vostro animale sia in buone condizioni e non porti con sé malattie). Allora non resta che lasciarlo a qualcuno: o un familiare o una struttura a pagamento, o un amico in cambio di qualche soldo. È vero che questa soluzione può essere un po’ costosa, ma se si spende tantissimo per andare 20 giorni in Australia, si può anche spendere qualche euro per il nostro miglior amico, non credete?

Buone notizie dagli attivisti…

Per fortuna, esistono numerose associazioni e volontari che sono pronti ad aiutare gli amici a quattro zampe in difficoltà!

Leggi anche: Save the Dogs: l’associazione salva animali