Sono sempre più i brand che hanno deciso di sposare una moda sostenibile ed etica, in netta contrapposizione con i prodotti della cosiddetta Fast Fashion.

Se la prima è una realtà più votata alla produzione “veloce” e meno rispettosa dell’ambiente e delle persone. La moda sostenibile ha come obiettivo quello di salvaguardare l’ambiente e le persone, sia da un punto di vista etico che di “salute”, attraverso l’uso di fibre tessili non dannose per l’uomo e la natura.

Se vuoi approfondire l’argomento, ti invitiamo a leggere il nostro articolo: cos’è la moda sostenibile.

I marchi di moda sostenibile

Ecco un elenco di brand che hanno sposato una moda etica e sostenibile.

Monsoon

Monsoon è tra le voci più autorevoli della moda sostenibile. La sua filiera applica un codice di condotta molto rigido sia dal punto di vista commerciale che di produzione. E’ massima l’attenzione agli standard ambientali e sociali.

Il marchio non fa test sugli animali, applica pratiche energetiche compatibili nelle proprie fabbriche e negli uffici, non utilizza sostanze tossiche.

Komodo

Komodo, nata del 1988, è tra i principali marchi della moda sostenibile. Questo brand utilizza solo materiali organici e ne crea sempre di nuovi, mettendo sul mercato tessuti innovativi con i rivestimenti PU verdi e la PET riciclata da bottiglie di plastica spesso utilizzati ad integrazione del normale tessuto.

Tutti i prodotti di Komodo sono vegani e cruelty-free. Komodo è inoltre membro di 1% for the Planet.

Mayamiko

Mayamiko ha un claim che chiarisce fin da subito la sua mission: l’unico modo per fare buoni affari è fare del bene anche al pianeta.

2020-03-10

Mayamiko è membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio Equo (WFTO) e aderisce a tutti i requisiti imposti dal Global Organic Textile Standard (GOTS).

Re-Bello

Re-Bello è un brand italiano di moda sostenibile, nato nel 2012.
I primi prodotti creati sono state T-Shirt ecologiche con tessuti come Bamboo, Eucalipto e Cotone biologico. Tutti i capi sono tracciabili: dal codice stampato sull’etichetta è possibile tracciare la provenienza del tessuto.