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Inquinamento delle acque, da cosa dipende e come combatterlo

L'inquinamento dei mari è un problema serio e da non sottovalutare: ecco cosa sapere sull'inquinamento idrico e alcuni consigli per provare nel nostro piccolo a ridurlo.

detriti di plastica e legno su una spiaggia

La superficie della terra è ricoperta per circa il 70 per cento di acqua e solo per il restante 30 per cento di terraferma. Di questa acqua, ben il 97 per cento è salata, cioè è acqua di mare, mentre il 3 per cento è composta da acqua dolce che si trova nei fiumi, nei laghi e nelle falde acquifere.

Come sappiamo, l’acqua è essenziale per la vita, eppure a partire dalla prima industrializzazione è diventata vittima di un progressivo inquinamento.
Vediamo, innanzitutto, quali solo le cause dell’inquinamento idrico, per poi vedere cosa fare nella vita di tutti i giorni per ridurre l’inquinamento.

Le cause dell’inquinamento del mare

Le cause dell’inquinamento idrico sono, purtroppo, molteplici. Alcuni usi civili dell’acqua, infatti, possono contribuire all’inquinamento idrico. Le acque reflue, per esempio, vanno depurate e trattate prima di essere riversate nei fiumi o nei mari.
Per quanto molto sia stato fatto in Italia per ridurre l’inquinamento idrico, prevedendo un sistema di depurazione capillare, ancora esistono zone dove malfunzionamenti degli impianti o rottura accidentale delle tubature, creano non pochi problemi di contaminazione.

Un impatto assai maggiore sulla qualità delle acque viene dato dall’industria e l’agricoltura. Gli scarti liquidi delle industrie andrebbero sempre depurati, tuttavia non mancano casi in cui questo non avviene o non è avvenuto in passato.
L’agricoltura, dall’altro lato, a causa di pesticidi e fertilizzanti, risulta essere un’altra grande fonte di inquinamento. I prodotti chimici usati sulle piante, infatti, attraverso l’irrigazione o la semplice pioggia, finiscono nelle falde e da lì nei corsi d’acqua. Un impiego massiccio di fertilizzanti e pesticidi, quindi, rende anche l’acqua carica di questi indesiderati elementi.

Un discorso a parte merita l’inquinamento marino, dovuto agli incidenti delle navi e alle imbarcazioni che puliscono le loro cisterne in acqua e riversano, poi, tutto in mare. Su questo fronte, la sensibilità sembra essere sempre più grande e, se da un lato incidenti in mare potranno sempre accadere, dall’altro le tecnologie tengono oramai sotto controllo la posizione delle navi e il loro eventuale scarico in mare di sostanze nocive. In questo modo si vuole non solo ridurre il rischio di incidenti, ma anche sanzionare chiunque riversi in mare sostanze tossiche. Ma vediamo un tipo di inquinamento contro cui molto possiamo fare: l’inquinamento di plastica.

Rifiuti galleggianti: plastica in mare

Se ci guardiamo intorno in questo momento, troveremo nei nostri paraggi un sacco di oggetti fatti di plastica o che contengono plastica. In effetti, da quando è stata scoperta la plastica è entrata a fare parte della nostra vita, in ogni momento. Purtroppo, questo prodotto assai comodo è anche una delle principali cause dell’inquinamento delle acque. Il problema sta nel fatto che la plastica non è biodegradabile. Si calcola che per essere assorbita dall’ambiente, un semplice sacchetto impieghi centinaia di anni.

Non è un caso che nell’Oceano Pacifico si sia creato un’isola di plastica composta di rifiuti portati dalle correnti. Un’isola di spazzatura che, in verità, è composta per lo più di microplastiche, ovvero di frammenti piccolissimi che sono molto nocivi per l’ambiente e che, tra le varie conseguenze dell’inquinamento marino, vengono ingeriti da uccelli e pesci.

Qualche anno fa, un progetto è nato per ridurre quest’isola di plastica nel Pacifico, con lo scopo di ripulire quindi tutti i rifiuti galleggianti. Tuttavia, la presenza di plastica nell’oceano è un effetto dell’inquinamento che nasce sulla terraferma, non la causa. Perciò, per risolvere il problema bisogna agire alla fonte, vediamo come.

Come ridurre l’inquinamento idrico

La plastica è uno delle maggiori cause di inquinamento idrico e pure una delle cause su cui possiamo avere un maggior impatto, semplicemente cambiando alcuni comportamenti nella vita di tutti i giorni. Il problema principale dell’inquinamento da plastica è che circa l’80 non viene smaltito correttamente, né riciclato.

Un primo passo importante per aiutare fiumi, laghi e mari è fare sempre la differenziata. In questo modo eliminiamo il rischio che la plastica finisca nelle acque. Pratica inoltre, dove è possibile, sempre il riuso. La classica busta di plastica può, in teoria, essere riutilizzata all’infinito.
Opta, poi, per gli oggetti con meno imballaggi o senza plastica. Le borse in stoffa hanno oramai un costo risibile e sono praticamente indistruttibili.

Infine, se ami il riciclo creativo, cerca nuovi usi per oggetti in plastica che non ti servono più, in modo da ridurre al minimo la tua produzione di rifiuti. In Italia, dobbiamo dire, recentemente è stato introdotto l’obbligo del sacchetto biodegradabile. Sicuramente un passo in avanti nella riduzione dell’uso delle sostanze plastiche che tanto inquinano i nostri mari. Tuttavia, solo un cambio di atteggiamento verso questo materiale, fatto di piccoli gesti quotidiani, potrà davvero risolvere il problema.