“Il Traditore” di Marco Bellocchio è un film 2019 italiano – l’unico candidato al Festival di Cannes 2019 – che parla di quelli che molti considerano il primo vero pentito di mafia: Tommaso Buscetta. Nei panni del protagonista, l’attore Pierfrancesco Favino.

Il film, uscito il 23 maggio 2019, è stato selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar 2020 nella sezione Miglior film in lingua straniera, ma non è poi stato inserito nella shortlist definitiva.

“Il Traditore” ha ottenuto il maggior numero di nomination e di vittorie ai Premi David di Donatello 2020.

Il traditore: trailer

Ecco il trailer ufficiale italiano del film “Il Traditore”:

Il traditore: data di uscita, trama e cast

Il traditore, proiettato in anteprima al festival di Cannes, è arrivato nelle sale italiane il 23 maggio 2019, giorno dell’anniversario della strage di Capaci, in cui morì il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre uomini della scorta. Una data non scelta a caso. Il traditore, come accennato, parla della storia di Tommaso Buscetta. Mafioso di lungo corso, Buscetta fu il primo vero pentito di mafia. Grazie a lui i magistrati (tra cui Falcone) riuscirono non solo ad arrestare molti criminali, ma soprattutto a decifrare il codice della mafia, il suo linguaggio, il modo in cui la cupola era organizzata e ragionava.

In un certo senso, Buscetta fu il dizionario per interpretare un mondo nuovo per i magistrati. Ma al tempo stesso è un uomo che vive un grande dramma interno: lasciare i valori in cui è cresciuto e di cui si è alimentato, e “tradire” quelli che fino a poco tempo fa erano i suoi sodali.

Buscetta dirà di sentirsi ancora un mafioso e di non essere stato lui a tradire, ma che i mafiosi avevano abbandonato i veri valori dell’organizzazione criminale (a Buscetta furono, tra le altre cose, uccisi due figli dai mafiosi). Nel film si vede anche l’amicizia fatta di rispetto reciproco che nascerà tra il pentito e il giudice Falcone (a cui Buscetta sopravvivrà diversi anni, morendo nel 2000 per tumore).

foto cast il traditore bellocchio

A interpretare personaggi così tragici non potevano che esserci attori di spessore. E infatti Marco Bellocchio ha scelto per il ruolo di protagonista Pierfrancesco Favino, mentre la figura di Totuccio Contorno (altro famoso pentito di mafia) è interpretata da Luigi Lo Cascio.

Maria Fernanda Candido veste i panni di Cristina (la moglie di Buscetta), mentre Falcone e il procuratore generale di Palermo sono interpretati rispettivamente da Fausto Russo Alesi e Marco Gambino. Infine, l’attore Fabrizio Ferracane è Pippo Calò, il “cassiere di Cosa Nostra”, e Alessio Praticò veste i panni di Giuseppe Greco “Scarpuzzedda”, mafioso che ha avuto un ruolo importantissimo nelle guerre di mafia.

Il regista de Il traditore Marco Bellocchio

Con “Il Traditore”, Marco Bellocchio, è tornato al festival di Cannes dopo dieci anni (l’ultima volta era in concorso con “Vincere”, il film su Mussolini). Ma la carriera del regista è costellata di film premiati e di successo. Dall’esordio con “I pugni in tasca” (1965) e “La Cina è vicina” (1967), Bellocchio si è misurato con molti temi sociali ed etici (basti pensare al film “Bella addormentata” in cui si parla di eutanasia), dirigendo artisti di fama internazionale, come Gian Maria Volonté in “Sbatti il mostro in prima pagina”.

Bellocchio si è spesso cimentato anche in pellicole con tematiche storiche. Infatti, il film “Il traditore” è stato già accostato a un’altra opera illustre di Bellocchio, ovvero “Buongiorno Notte”. Questa pellicola tratta di un altro evento che ha segnato la storia d’Italia: il sequestro di Aldo Moro. Ma Bellocchio non si limita a narrare i fatti, quanto a investigare il rapporto e i risvolti psicologi che nascono tra il sequestrato e i membri del commando di brigatisti.

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In un certo senso, anche “Vincere”, con cui Bellocchio si presentò a Cannes 10 anni fa, è un film storico con risvolti psicologici, affrontando non solo la storia di Mussolini, ma soprattutto quella di un’amante del Duce che lotta per vedere riconosciuta la paternità del figlio avuto dal dittatore. Bellocchio, insomma, ha la capacità di inserire un’introspezione psicologica unica negli eventi della nostra epoca e, molti sono pronti a scommetterci, non tradirà le aspettative nemmeno con il suo ultimo film.