Testo BASTA di Ghali, il nuovo brano dell’artista pubblicato a sorpresa dopo la sua partecipazione alla Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali 2026 Milano Cortina. Disponibile anche il significato della canzone e l’audio ufficiale.
“BASTA” è uno sfogo contro il peso del successo e delle aspettative: Ghali usa ironia, caos e ripetizione per dire di essere saturo di regole, giudizi e contraddizioni del mondo che lo circonda.
BASTA testo Ghali
Testi canzoni Ghali, leggi il testo di BASTA:
BASTA video Ghali
Al momento non è presente un videoclip ufficiale. L’uscita del brano rinuncia volutamente a qualsiasi supporto visivo tradizionale, lasciando spazio esclusivamente alla forza del messaggio.
BASTA audio Ghali
Ascolta le canzoni di Ghali su Spotify, ecco l’audio ufficiale della canzone BASTA:
Significato canzone BASTA di Ghali
“BASTA” è un brano provocatorio, caotico e volutamente eccessivo, costruito come uno sfogo continuo contro pressioni sociali, aspettative, giudizi e contraddizioni del successo. Ghali usa il ritornello martellante — quasi infantile nella forma, ma violento nel suono — come un grido di saturazione: basta alle regole non scritte, basta alle ipocrisie, basta al peso che accompagna fama e denaro.
Dietro l’ironia e l’apparente nonsense, il testo è pieno di immagini simboliche. La “cifra troppo alta” che fa svenire la madre in banca è una metafora del costo emotivo e reale del successo, che non porta solo lusso ma anche ansia, responsabilità e colpa. I riferimenti pop e celeb — Lady Diana, Lady Gaga, Sydney Sweeney, Hakimi — non sono semplici citazioni: servono a mostrare un mondo iper-mediatico in cui tutto è spettacolo, brand, slogan.
Ghali gioca con il paradosso: si muove “come un presidente”, ma rifiuta le regole; vive nell’“hall of fame”, ma resta solo; è diventato un’icona, ma si sente sotto attacco, “sparato sulle gambe” persino dai fratelli. Il tono è volutamente sopra le righe, quasi caricaturale, perché il messaggio passa anche dal rumore, dall’eccesso, dalla ripetizione che stanca — proprio come ciò che vuole denunciare.
“BASTA” non cerca empatia immediata né ordine narrativo: è un pezzo che disturba, come il mondo che racconta. Ghali si mette al centro di un sistema che lo celebra e lo divora allo stesso tempo, trasformando la confusione in linguaggio artistico.