La serata cover di Sanremo 2026 ha regalato uno dei momenti più attesi del Festival. Nella quarta serata della 76ª edizione del Festival di Sanremo, andata in scena il 27 febbraio al Teatro Ariston, è stato proclamato il vincitore dedicato alle reinterpretazioni dei grandi brani italiani e internazionali.

A conquistare il primo posto sono stati Ditonellapiaga con TonyPitony, con una versione travolgente di “The Lady Is a Tramp”.

Attenzione: il voto della serata cover non influisce sulla classifica finale del Festival e non determina la vittoria assoluta.

Il vincitore della serata cover di Sanremo 2026

1 – Ditonellapiaga con TonyPitony – “The Lady Is a Tramp”

Un’esibizione elegante e teatrale, capace di mescolare ironia, swing e personalità. Il pubblico dell’Ariston ha risposto con entusiasmo, premiando un’interpretazione fresca ma rispettosa dello spirito originale del brano.

La classifica completa della quarta serata

Ecco le prime dieci posizioni della serata cover di Sanremo 2026:

2 – Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the Road Jack”
3 – Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono”
4 – Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto”
5 – Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – “Vita”
6 – Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – “Cinque giorni”
7 – LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo – “Andamento lento”
8 – Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto”
9 – Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi”
10 – Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà”

Una top 10 che ha attraversato generi e generazioni: dallo swing internazionale alla tradizione cantautorale italiana, fino ai classici pop e alle icone anni ’80 e ’90.

Una serata tra nostalgia e nuove visioni

La quarta serata di Sanremo 2026 ha confermato quanto le cover siano uno dei momenti più amati dal pubblico.

Artisti diversi per stile e percorso hanno scelto brani simbolici, trasformandoli con arrangiamenti inediti, collaborazioni sorprendenti e performance costruite su misura per il palco dell’Ariston.

Il risultato? Un mosaico musicale che ha unito passato e presente, dimostrando ancora una volta la forza della musica quando attraversa le generazioni.

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