Sono attualmente in corso le Olimpiadi di Tokyo: tutta la comunicazione, dal logo fino all’hashtag ufficiale, fa però riferimento al 2020 e non al 2021, anno di svolgimento dei Giochi Olimpici, come mai?

I Giochi della XXXII Olimpiade – noti come Tokyo 2020 – si sarebbero dovuti tenere a Tokyo dal 24 luglio 2020 al 9 agosto 2020. La pandemia da Covid-19 ha però stravolto i piani dell’evento sportivo dell’anno (insieme agli EURO 2020) che è stato poi posticipato di un anno.

Perché Tokyo 2020 e non Tokyo 2021

Per ragioni di marketing e di branding, è stato deciso di mantenere tutta la comunicazione prodotta dal 2013 a oggi (l’Olimpiade, manifestazione sportiva multidisciplinare ed internazionale, è a cadenza quadriennale) senza variare l’anno originale di svolgimento (appunto il 2020).

Questo perché, nel corso degli anni, si è creato sia fisicamente che nell’immaginario collettivo, un forte legame con tutta la comunicazione su Tokyo 2020, motivo per cui l’anno non è stato modificato con quello di svolgimento.

Le ragioni che hanno portato a mantenere 2020 nel logo, sono le stesse emerse nel dibattito legato a EURO 2020.

Tokyo 2020 come Euro 2020

La stessa situazione si era verificata con la competizione calcistica europea UEFA EURO 2020: l’evento – che ha visto trionfare l’Italia – si sarebbe dovuto svolgere nel 2020 ma, come accaduto per i Giochi Olimpici, è slittato di un anno.

Il Comitato Esecutivo UEFA , dopo una lunga e non facile discussione interna e con i partner, ha deciso per mantenere il 2020 nel nome del torneo. In primis per non perdere il legame con il 2020, anno sì segnato da una pandemia globale, ma che ha rappresentato anche un periodo di unione collettiva, secondo per non generare sprechi addizionali andando a produrre nuovo materiale promozionale che, in caso di cambio anno (da 2020 a 2021) sarebbe diventato “spazzatura”.

Le stesse valutazioni sono state fatte anche per Tokyo 2020.