Black Panther: Wakanda Forever è ambientato nei mondi di Wakanda e Talokan: la scenografa Hannah Beachler e la costumista Ruth E. Carter, entrambe vincitrici dell’Oscar per il precedente film Black Panther (disponibile in streaming su Disney+), ci raccontano la creazione di questi due straordinari regni.

Black Panther: Wakanda Forever torna nel ricco e straordinario mondo del Wakanda, dove la comunità sta piangendo la scomparsa del re. Il film è ambientato anche in un nuovo e intrigante luogo, Talokan, una civiltà sottomarina mozzafiato popolata dai discendenti di un’antica comunità Maya. Secondo il regista Ryan Coogler, questi due regni hanno molte cose in comune: erano entrambi nascosti dal resto del mondo e sono entrambi dotati di una potente risorsa che il resto del mondo desidera.

Il regno di Wakanda

La scenografa Hannah Beachler, che ha vinto un Oscar grazie al suo lavoro in Black Panther, è tornata a collaborare con Coogler per dare vita ai mondi di Black Panther: Wakanda Forever. Per quanto riguardava il Wakanda, Beachler aveva il compito di espandere la nazione, creando nuove aree mai viste prima.

Ecco le parole della scenografa sull’espansione di Wakanda:

«Nel film si esplora maggiormente la nostra capitale, la nostra città dorata. È un po’ come Manhattan, in cui tutti i diversi distretti della città raggiungono il culmine in un unico luogo. C’è l’opportunità di osservare in modo più approfondito la vita quotidiana dei normali wakandiani e anche il triangolo settentrionale, il luogo più antico di tutto il Wakanda, ispirato ad alcune rovine che si trovano nello Zimbabwe. Vediamo per la prima volta una piccola cittadina fluviale e si esplora maggiormente la Terra dei Jabari. Inoltre, abbiamo creato dei nuovi aeroplani per la marina wakandiana»

La costumista Ruth E. Carter, che ha vinto un Oscar con Black Panther, spiega che i look dei wakandiani sono un’estensione di quelli che avevamo visto nel primo film:

«Abbiamo costruito una storia attorno alla cultura che avevamo ideato per Black Panther. Era importante che tutto si basasse sugli elementi che avevamo già stabilito nel primo film. Inoltre, volevamo mostrare tecnologie aggiornate e nuove armature. Il Wakanda rappresenta un concetto davvero straordinario e volevamo rifinirlo ulteriormente»

Il regno di Talokan

Mentre Talokan iniziava a prendere forma, Coogler e la sua squadra volevano assicurarsi che questa rivisitazione del regno fumettistico di Atlantide apparisse radicata nella realtà. “Si tratta dello stesso principio che avevamo utilizzato nel primo film, in cui volevamo che il Wakanda sembrasse un luogo reale che si potesse visitare”, afferma Coogler. “Ci siamo subito resi conto che avremmo dovuto costruire una storia per Talokan: solo in questo modo sarebbe apparso realistico come il Wakanda in Black Panther”.

In Black Panther: Wakanda Forever, Namor è il sovrano di Talokan, una civiltà sottomarina separatasi dal resto del mondo, abitata dai discendenti di un’antica comunità Maya e nascosta nelle profondità dell’oceano. Questo mondo fittizio rispecchia il modo in cui una vera comunità avrebbe potuto evolversi nel corso del tempo, dopo essere stata costretta a nascondersi sott’acqua per anni, isolata dal resto del suo popolo e della sua cultura. Ispirandosi alla ricca storia e alle stratificate culture delle antiche civiltà mesoamericane, i filmmaker hanno lavorato a stretto contatto con diversi consulenti per prendere decisioni ponderate e consapevoli in tutti i reparti creativi, dai costumi alle scenografie fino alla scrittura.

Il design dei personaggi e della città mette in luce non soltanto le radici di questa comunità, ma anche il modo in cui l’oceano è diventato un elemento centrale della loro cultura e del loro stile di vita. Gli abitanti di Talokan sono fittizi e rappresentano un elemento unico nel suo genere in Black Panther: Wakanda Forever.

La scenografa Hannah Beachler spiega che ci sono voluti quasi due anni per sviluppare il mondo di Talokan:

«Siamo partiti dal principio. Dove sono situati? Come ci sono arrivati? Come hanno fatto a sopravvivere? Volevamo che la loro città sottomarina apparisse moderna pur conservando l’architettura tipica della civiltà Maya. È un luogo misterioso, audace e meraviglioso».

Beachler ha deciso che le strutture di questa città sottomarina avrebbero dovute essere realizzate principalmente in pietra, e si è basata sull’architettura, i colori e l’iconografia tipici della civiltà Maya, dando al luogo un aspetto estremamente contemporaneo che però ha anche un’atmosfera classica:

«Ho dovuto immaginare da zero un nuovo mondo: mi è sembrato di tornare al periodo in cui stavo immaginando il Wakanda per la prima volta» afferma la scenografa che ha sviluppato una guida di 400 pagine per questo regno sottomarino.

Quando è arrivato il momento di creare i costumi per questa civiltà sottomarina, la costumista Ruth E. Carter ha iniziato a lavorare con alcuni storici per creare dei look autentici. Ma, per definizione, il mondo rappresentato nel film si allontana dalla cultura Maya storica:

«Questa sottocultura vive sott’acqua da migliaia di anni, quindi avevamo una maggiore libertà. I costumi di Namor rispecchiano la tradizione a cui rende onore e il suo ruolo come re. Abbiamo utilizzato un’ampia quantità di laminarie per realizzare il suo copricapo e il suo mantello tessuto a mano. Abbiamo aggiunto anche conchiglie e perline: il suo look ci dà la sensazione che abbia viaggiato attraverso il tempo»