Testo Stupida sfortuna di Fulminacci, brano in gara al Festival di Sanremo 2026. Disponibile anche audio ufficiale e significato della canzone.

“Stupida sfortuna” racconta la solitudine e la nostalgia per un amore perduto: Fulminacci descrive il tempo che passa e la paura di restare indietro, tra ironia e malinconia urbana.

Stupida sfortuna testo Fulminacci – Sanremo 2026

Testi canzoni Fulminacci, leggi il testo di Stupida sfortuna presentata a Sanremo 2026:

Stupida sfortuna video Fulminacci

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Stupida sfortuna audio Fulminacci

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Significato canzone Stupida sfortuna di Fulminacci

“Stupida sfortuna” è una canzone che si muove tra nostalgia urbana e malinconia contemporanea, con un retrogusto sonoro Anni 80 che amplifica il senso di sospensione emotiva. Fulminacci racconta uno stato di solitudine che non è disperazione gridata, ma smarrimento quotidiano, fatto di immagini, dettagli, città e tempo che scorre.

Il protagonista cerca il volto di una persona amata ovunque: in una foto, nell’acqua, nel cemento, tra la folla. Non c’è un luogo preciso, perché l’assenza è ovunque. È quasi un’allucinazione affettiva: l’altra persona continua ad apparire tra la gente che “va chissà dove”, mentre il mondo continua a correre.

Il tempo è uno dei temi centrali. “Passeranno classifiche e Sanremi” è una frase ironica e disincantata: anche ciò che sembra importante oggi diventerà secondario. Taxi, treni, cantieri, pianeti e buchi neri — tutto si muove, tutto cambia. Ma il sentimento resta fermo, incastrato in un pomeriggio d’inverno.

Il ritornello alterna due forze: la “stupida sfortuna” e la “gelida paura”. La sfortuna diventa quasi un alibi, una spiegazione leggera per qualcosa di molto più profondo: la paura di restare soli, di non essere trovati, di non riuscire a raggiungere chi si ama.

L’immagine delle chiavi di casa perse ripetutamente è simbolica: perdere l’orientamento, non sentirsi più a casa da nessuna parte. Eppure, nel mezzo della malinconia, emerge una frase dolcissima: “Spero di essere il migliore dei tuoi sbagli”. Non chiede di essere il più giusto, ma il più significativo.

Fulminacci non offre soluzioni. Racconta un “tardo pomeriggio”, un momento sospeso in cui il buio arriva presto e i pensieri diventano più rumorosi. “Stupida sfortuna” è una fotografia emotiva: fragile, ironica, piena di immagini che si intrecciano senza mai chiudersi davvero.

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