Testo Perdonami di Petit feat. Mimì, il nuovo singolo. Disponibile anche il significato della canzone e l’audio ufficiale. Data di uscita venerdì 23 gennaio 2026.
“PERDONAMI” racconta il dolore condiviso di un amore finito: Petit e Mimì danno voce a scuse tardive, ricordi quotidiani e al bisogno disperato di essere perdonati prima che sia troppo tardi. Il testo è il dialogo di due anime che si confrontano con le fragilità lasciate da un amore finito. Petit e Mimì trasformano silenzi, incomprensioni e ricordi sbiaditi in una richiesta urgente di perdono, dando voce a un dolore condiviso che non cerca scorciatoie.
La canzone colpisce per la sua delicatezza cruda: un intreccio di emozioni sincere che rende questa collaborazione uno dei momenti più autentici nati dall’esperienza di Sanremo Giovani 2025.
Perdonami testo Petit
Testi canzoni Petit, leggi il testo di Perdonami:
Perdonami video Petit
Perdonami audio Petit
Ascolta le canzoni di Petit su Spotify, ecco l’audio ufficiale della canzone Perdonami:
Significato canzone Perdonami di Petit feat. Mimì
Perdonami è un dialogo emotivo a due voci, in cui Petit e Mimì mettono in scena ciò che resta dopo la fine di un amore: colpa, nostalgia, desiderio di essere ancora visti. Il brano non cerca giustificazioni né vincitori, ma si muove nello spazio fragile delle scuse tardive e delle parole dette quando il danno è già stato fatto.
Le strofe raccontano due allontanamenti paralleli — andare via di casa, uscire dal letto senza spiegazioni — che rivelano una relazione consumata più dai silenzi che dai litigi. I protagonisti si osservano come estranei, fermi “come foto Polaroid”, incapaci di capire se la storia sia davvero finita o solo sospesa.
Il pre-ritornello guarda al passato con malinconia: ricordi semplici, quasi innocenti, quando “bastava ridere”. L’amore viene descritto come una forza enorme e contraddittoria, capace di mettere “il cielo dentro l’universo”, ma anche di perdersi nelle aspettative e nelle favole.
Nel ritornello emerge il vero vuoto: non grandi promesse, ma le cose quotidiane scomparse — cucinare insieme, cantare la domenica. L’altro non è solo una persona, ma “mille vite”, una parte identitaria che manca. L’outro chiude senza riconciliazione certa: il perdono viene chiesto, ma non garantito. Resta solo l’urgenza del presente, quell’“adesso” ripetuto come ultima possibilità di essere ascoltati.