Testo La felicità e basta di Maria Antonietta & Colombre, brano in gara al Festival di Sanremo 2026. Disponibile anche audio ufficiale e significato della canzone.
“La felicità e basta” è un inno alla felicità come diritto, non come premio. Con ironia e leggerezza, Maria Antonietta e Colombre invitano a “rapinare” la vita per riprendersi ciò che conta davvero: la libertà di essere felici.
La felicità e basta testo Maria Antonietta & Colombre – Sanremo 2026
Testi canzoni Maria Antonietta & Colombre, leggi il testo di La felicità e basta presentata a Sanremo 2026:
La felicità e basta video Maria Antonietta & Colombre
La felicità e basta audio Maria Antonietta & Colombre
Ascolta le canzoni di Maria Antonietta & Colombre su Spotify, ecco l’audio ufficiale di La felicità e basta presentata a Sanremo 2026:
Significato canzone La felicità e basta di Maria Antonietta & Colombre
“La felicità e basta” è un brano veloce e luminoso solo in superficie. Sotto la freschezza pop e l’energia quasi spensierata si nasconde una critica molto chiara alla società delle aspettative, dell’immagine e della performance continua.
Il testo parte da un’illusione: “Sii te stessa e andrà tutto bene”. Ma chi lo dice? Una supermodella, una popstar sorridente, figure che incarnano un modello di perfezione irraggiungibile. È una felicità patinata, filtrata, da cartolina.
La canzone smonta questa narrazione: se abbiamo fame, sete o ci sentiamo soli, non è colpa nostra. Non siamo sbagliati. Non siamo “in ritardo”. È un sistema che ci spinge a competere, a fare meglio, a dimostrare sempre qualcosa.
Ed ecco la frase chiave:
“Baby, facciamo insieme una rapina”.
La “rapina” è una metafora potente e ironica: non si tratta di rubare davvero, ma di riprendersi qualcosa che ci è stato sottratto — il diritto alla felicità. Non come premio per essere perfetti, non come trofeo dopo una gara. Ma come scelta. Come atto di ribellione.
La forza del brano sta anche nella dimensione di coppia. “È più facile se siamo insieme”: l’amore diventa uno spazio di resistenza contro l’ansia sociale. In due si combatte meglio la pressione del “fare meglio, più convinta”.
La ripetizione finale — “Ce la prendiamo e basta” — suona come un manifesto generazionale. Non aspettare di meritare la felicità. Prendila.