Liam Payne per Glamour Magazine – l’artista inglese ha recentemente rilasciato una lunga ed interessante intervista per la rivista Glamour Magazine. Ecco la traduzione in italiano delle sue parole.

In occasione dell’esibizione ai BAFTA, cerimonia di premiazione dedicata alla produzioni cinematografiche inglesi in programma domenica 11 aprile, Liam Payne è stato intervistato dalla rivista Glamour Magazine. In una lunga e significativa chiacchierata con il giornalista, Liam ha parlato della sua Musica, di come ha vissuto questo ultimo periodo, della sua salute mentale e di come ha gestito la fama fin da piccolo, e del suo primogenito Bear.

L’ultimo singolo pubblicato dal cantante è il brano natalizio “Naughty List” realizzato insieme a Dixie D’Amelio, mentre il suo ultimo progetto discografico si intitola “LP1” ed è uscito il 6 dicembre 2019 (disponibile su tutte le piattaforme digitali e in fisico anche su Team World Shop, Amazon).

L’intervista di Liam Payne per Glamour Magazine

Ecco la traduzione in italiano dell’intervista di Liam per Glamour Magazine, che puoi leggere in lingua originale qui: Liam Payne Glamour Magazine.

Il fatto che ti esibisca ai BAFTA è un segno che la tua carriera di attore si stia per avvicinare all’esordio?

“Ho fatto un sacco di audizioni, un sacco di nastri. Recitare, mi ha detto qualcuno, funziona un po’ così: sei giusto per la parte ed è la parte giusta per te? Penso che ci voglia un sacco di talento, fortuna e giudizio nel recitare e per avere il lavoro. Tanto di capello a chiunque lo faccia perché è un processo lungo. Mi sembra di arrivare sempre agli ultimi cinque o le ultime tre persone per ogni ruolo e poi non arrivare ad averlo. È frustrante, ma è così che funziona. Ho avuto un paio di audizioni e sono stato abbastanza fortunato da entrare di nuovo negli ultimi cinque per un’audizione con cui ho avuto modo di incontrare Steven Spielberg [un paio di anni fa] per il mio 25º compleanno, ed è stato straordinario. Poi ovviamente con la pandemia le cose sono andate rallentando”.

E che dire della musica? Hai scritto qualcosa o sei stato in studio?

“Più tardi andrò in studio a registrare qualcosa per la prima volta dopo un po’. Il che è abbastanza strano, tornare a Londra per rimettersi a lavoro lì. Ho fatto anche alcune cose da casa, ed è stato molto interessante. Le sessioni di zoom non funzionano molto bene, è difficile, e sono sicuro che molti musicisti saranno d’accordo. È stato difficile lavorare correttamente durante questa metà della pandemia. Durante l’altra prima metà della pandemia invece, ho avuto modo di fare questi spettacoli dal vivo, ed è stato davvero incredibile farlo dal vivo online, un po’ strano e difficile in termini di processo creativo per me, ma incredibile”.

L’anno scorso ha sfidato tutti, indipendentemente dalle circostanze. Come ti ha influenzato a livello personale e professionale?

“Nella prima metà, ero così occupato che non me ne sono reso conto più di tanto, tranne il dover fare un sacco di cose da solo senza la crew, soprattutto imparare a fare capelli e trucco, è stata un’esperienza un po’ strana. Invece durante questa seconda metà ho avuto un completo mese di riposo, ed ammetto che è stato davvero difficile, sono sicuro che molte persone l’hanno sperimentato.
Non essere in grado di andare da nessuna parte, non essere in grado di fare nulla. Mi sono ritrovato seduto nello stesso posto, giorno dopo giorno, e mi sono detto ok, non so davvero cosa fare di me stesso”.

Hai coraggiosamente parlato della tua salute mentale in passato, e ora dici che è stato particolarmente difficile, come hai affrontato tutta questa situazione?

“Credo sia un’esperienza in corso. Per me, imparare a rilassarsi è sempre stata una cosa abbastanza difficile da fare perché mi sento come se se non stessi andando avanti, e penso sia un qualcosa con cui ho sempre lottato. Quindi, in un certo senso è stata una benedizione sotto mentite spoglie, perché questo periodo mi ha insegnato a rilassarmi un po’ di più, a non essere così preoccupato; il mondo non cadrà se non faccio qualcosa oggi. Quindi, è stato bello in questo senso. Ma penso che per molte persone sia difficile, e ho dato per scontato quanto mi manchi la mia famiglia. Sono abituato a stare lontano da casa, sono abituato a stare all’estero e a non vederli molto. Ma li vedevo sempre ad uno spettacolo o ad un evento, almeno una volta all’anno. E ora che tutto questo è stato portato via, è stato ancor più difficile non vedere la mia famiglia e capire quanto sia stata davvero una punizione”.

2020-03-10

Cosa hai trovato utile o di supporto durante l’anno passato?

“Gli amici che sono lì per te…Tra cui uno dei miei manager a cui sono abbastanza legato. Penso che molti ragazzi fatichino a parlare di cosa diavolo stia succedendo, spesso. Ed io e lui, in realtà siamo persone a cui interessa farlo, quindi parliamo molto di cose diverse. Ma penso che se non avessi avuto qualcuno con cui condividere il periodo, avrei lottato molto di più”.

Avete parlato anche della salute mentale?

“Parliamo letteralmente di tutto. Probabilmente siamo anche troppo onesti l’uno con l’altro! Ma penso che sia importante che tutti abbiano quella persona. Ma credo che l’unica cosa che mi ha davvero aiutato a superare questo periodo, sia stato ricominciare ad allenarmi e a mettere dei limiti a quello che mangio. Come pop star, penso che tu sia sempre abbastanza sensibile al peso. Il mio lavoro è sempre stato quello di allenarmi, fare il modello di biancheria intima e cose del genere, e questo ti rende abbastanza cosciente del tuo corpo. È stato bello potersi sedere e mangiare pizza e cioccolato, mi è piaciuto molto. Ma riprendere l’abitudine di allenarmi e poi avere un giorno per sgarrare, in modo da avere più limiti, penso che mi abbia sicuramente aiutato. Sono fortunato perché non ingrasso molto, anche se in questo periodo ho preso qualche chilo. Ma penso che per me fosse più una questione di routine che altro. Lo dico sempre, avere una piccola conquista prima di andare a letto è importante, sennò la vita diventa deprimente. Che sia assicurarsi di aver parlato con un membro della famiglia, esserti allenato, o aver imparato a fare qualcosa oggi, poco importa. Aiuta a sentirci bene con noi stessi quando andiamo a letto”.

Quindi, hai come una lista che controlli prima di andare a letto?

“Penso che finché faccio palestra e mi prendo cura delle mie esigenze cucinando del buon cibo, poi mi sento bene. Poi ovviamente prendermi cura di mio figlio e vedere anche Bear, è stato piuttosto difficile, e sto decisamente meglio quando vado a letto parlando con lui su FaceTime”.

Com’è stato fare da co-genitore per Bear durante la pandemia?

“Fantastico. Voglio dire, Cheryl è letteralmente la persona migliore con cui fare da co-genitore. Passiamo molto tempo su Facetime. È stato davvero bello poterlo fare; sono più vicino a loro di quanto non sia mai stato prima in realtà, il che è molto, molto bello. Andare a letto su FaceTime è davvero gratificante. Ad esempio gli ho comprato dei giocattoli che ho mostrato loro su Facetime ed è stato come se stessi per consegnare i giocattoli oltre la recinzione!”

Passando ai social media, hai ovviamente un fan base molto positivo, ma come fai a gestire il lato negativo dei social media e l’impatto che può avere sulla tua salute mentale?

“Ci ho lottato a lungo, discusso con la gente. Ero aggressivo sulle loro accuse, cercavo di combattere per far valere la mia, ma penso che per alcune persone si parli con un muro di mattoni, non ha senso provare. E inoltre, più ne parlate, peggio diventa. Quindi sto zitto e mi prendo un po’ di tempo. Credo sia la Regina a dire: “Mai rivendicare o mai spiegare”- Ed è una cosa che penso di fare anch’io, perché è come se con alcune persone, peggiorasse avere una discussione e cercare di spiegarsi. In tutto ciò restano cinque minuti della tua vita, sprecati per qualcuno che non ti conosce, è inutile”.

Avendo un così intenso controllo dal pubblico, come sei riuscito a mantenere quel senso di privacy nel corso degli anni?

“Penso che questa sia stata una delle mie più grandi lotte in tutto questo tempo. Perché sono molto una di quelle persone che parla con il cuore in mano. In realtà non l’ho capito per molto tempo, ma spesso do via un po’ troppo… Ma è sicuramente difficile separare le due persone, ad essere un certo tipo di persona sul palco, ed un altro a casa. È una cosa con cui ho sempre lottato”.

E tu sei famoso dall’età di 16 anni. Come hai fatto a crescere sotto lo sguardo di un pubblico così ampio?

“Mai fatto! Di recente ho parlato con un amico che sta avendo problemi con il figlio adolescente, ed ho pensato: “Mio Dio, immagina quanta gente avrebbe faticato ad avere cinque adolescenti, ragazzi chiassosi in una band. Deve essere stato terribile, non c’è modo di comunicare con loro!” E per un po’, probabilmente lo è stato. E penso che tutti noi da adolescenti abbiamo passato quella fase imbarazzante, in cui si cerca di trovare se stessi. E c’è chi la fa franca con foto di famiglia divertenti, con la tua fase emo o le altre che hai passato. Noi non l’abbiamo sicuramente fatta franca nell’essere imbarazzanti e fastidiosi. Gli orribili tagli di capelli, i vestiti.. Era tutto là fuori alla vista di tutti”.

Che cosa ti ha insegnato la tua carriera sull’idea del successo?

“Penso che mi abbia insegnato a come misurare il successo. Sono venuto da una famiglia modesta, non abbiamo avuto molto. Mio padre era indebitato in realtà quando ho iniziato. Così, il successo per me ha sempre significato una cosa monetaria per cominciare. Ma poi crescendo ho capito che in realtà non serve, che non spendo un sacco di soldi. Quindi, non può essere una cosa di soldi. Ed è diventata più una cosa sulla felicità e le esperienze. E l’unica cosa che dico sempre sul mio lavoro, qualunque cosa accada. Per me è importante riuscire a far sorridere qualcuno”.

E cosa ti ha insegnato sul fallimento?

“Questa è davvero una bella domanda. Mi ha insegnato che la perseveranza prevarrà sempre, che non va sempre esattamente secondo i piani. Siamo stati davvero fortunati quando abbiamo iniziato (con i 1D), siamo assolutamente saliti alle stelle. E poi è stato difficile seguire la cosa da allora. Ma è importante anche misurare un fallimento. Cos’è un fallimento? La gente guarderà sempre a questo, quando per noi a volte ottenere 100,000,000 di ascolti non era proprio quello a cui puntavamo, ma restavano comunque 100,000,000 di ascolti….Devi avere una specie di presa di coscienza di te stesso. Tutto è questione di prospettiva alla fine della giornata, no?”

Quindi hai alte aspettative per tutto?

“Si, ed è il momento di smetterla in realtà. E Louis della mia band è sempre stato fantastico a sedersi con me e parlare delle cose. Siamo stati bravi uno con l’altro, rispettandoci ed aiutandoci a vicenda, che è stato molto bello”

E per finire, se potessi sederti con il Liam che stava iniziando con i One Direction nel 2021, quale consiglio gli daresti?

“Penso solo di divertirsi e rilassarsi un po’ di più. Penso che fosse un ragazzino molto serio, uno di quei ragazzini-uomo. Sono stato un uomo nel corpo di un ragazzino da molto presto. Penso che avrei evitato quella fase, ad essere onesto. Entrare nei One Direction con quella difficoltà, perché significava avere un lavoro completamente diverso dagli altri.”

Eri il più “cresciuto” di tutti?

Si, era così. Ed era noioso. Avrei dovuto spassarmela, e gettare piatti dalla finestra e cose così!”

Più rock and roll?

Be, all’inizio, e poi più avanti un po’ meno!