Mancano meno di due mesi al 25 dicembre, e come ogni anno la corsa ai regali parte prima del previsto. C’è chi ha già la lista pronta da settembre e chi si ritrova a metà dicembre davanti a uno scaffale, con la netta sensazione di aver dimenticato qualcuno. Prima di entrare nel vivo della ricerca, però, vale la pena fermarsi un momento a chiedersi da dove arrivi questa abitudine tanto radicata, perché la storia dei doni natalizi è più sorprendente di quanto si pensi.
Tutto è cominciato con tre doni profumati
Il primo regalo “di Natale” della tradizione è quello dei Re Magi: oro, incenso e mirra. Se l’oro è il più facile da capire, gli altri due ci riportano a un mondo di aromi. L’incenso e la mirra sono resine profumate che nell’antichità valevano moltissimo, usate nei riti, nella cura del corpo e nella preparazione di unguenti. In un certo senso, quindi, due dei tre doni più famosi della storia appartenevano già alla famiglia di quelli che oggi chiameremmo prodotti di profumeria.
C’è poi una parola che gli italiani usano ancora oggi, quasi senza accorgersene: “strenna”. Deriva dal latino strena, il nome dei doni beneaugurali che i Romani si scambiavano all’inizio dell’anno, in origine rami di alloro o di altre piante portati in dono come auspicio di fortuna. Il gesto, insomma, nasce come augurio prima ancora che come acquisto, e in fondo conserva ancora oggi quel significato: regalare qualcosa vuol dire dire “ti auguro un buon anno” con un oggetto in mano.
Perché un profumo resta in testa più di altri regali
Nessun regalo ha un rapporto con la memoria così particolare come quello olfattivo. È l’esperienza che molti conoscono come “effetto Proust”, dal celebre episodio della madeleine nella Recherche: un odore può riportare in un attimo a un luogo, a una stagione, a una persona. Secondo gli studi, questo accade perché le informazioni olfattive arrivano a regioni del cervello coinvolte nelle emozioni e nei ricordi più direttamente di quanto avvenga con gli altri sensi. È uno dei motivi per cui un profumo, una crema o una candela regalati con cura possono restare nella mente di chi li riceve ben oltre le feste, legati a quel preciso Natale.
Come scegliere senza sbagliare
La difficoltà, naturalmente, è che i gusti olfattivi sono molto personali. Una regola semplice è osservare ciò che la persona usa già: se ha un profumo che porta da anni, la scelta più sicura è restare nella stessa famiglia olfattiva, che sia floreale, fresca, legnosa o più avvolgente. Quando si vuole osare un po’, i formati ridotti e i cofanetti permettono di far provare qualcosa di nuovo senza l’impegno di una boccetta intera, e sono un buon compromesso anche per chi ha un budget limitato.
Per orientarsi tra le tante idee regalo di Natale legate a profumi, trucco e cura del corpo, esistono sezioni dedicate nei negozi online di settore, in cui le proposte sono spesso divise per destinatario e fascia di prezzo, e dove si trovano idee regalo di Natale per lei, per lui e per ogni budget. Qualunque sia il canale scelto, conviene tenere a mente un paio di accortezze: chi ha la pelle sensibile o delle allergie apprezzerà prodotti delicati, e un regalo che sottintende un difetto, come una crema antirughe a una persona che non l’ha chiesta, può risultare più imbarazzante che gradito.
Il tocco finale: confezione, biglietto e tempi
Un regalo ben pensato si riconosce anche da come arriva. Una confezione curata, un nastro e un biglietto scritto a mano valgono più di molti accessori, e bastano poche parole sincere per trasformare un acquisto in un gesto personale. Un ultimo consiglio, forse il più pratico: ordinare con un po’ di anticipo, perché a dicembre le consegne rallentano e le scorte dei prodotti più richiesti possono finire. Così, quando arriverà la vigilia, l’unica cosa da fare sarà ricordarsi di nascondere i pacchetti in un posto che nessuno controlli.