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Maturità 2019, simulazioni prima prova: tracce, temi e autori

Il 19 febbraio si sono svolte le simulazioni nazionali della prima prova della nuova Maturità 2019: ecco le tracce proposte agli studenti.

Al via le simulazioni della prima prova – il 19 febbraio gli studenti della Maturità 2019 hanno effettuato la prima di quattro simulazioni del nuovo esame di Stato.

Martedì 19 febbraio è stato il turno delle simulazioni nazionali della prima prova della Maturità 2019 che prevede, secondo il nuovo esame, sette tracce: due per l’analisi del testo, tre per il testo argomentativo e due per il tema d’attualità. Leggi qui tutte le novità della Maturità di quest’anno.

Alle ore 8:30 del 19 febbraio il Miur ha pubblicato sul sito le tracce delle simulazioni, che puoi consultare su www.istruzione.it.

Se ti stai chiedendo quando si terranno le prossime simulazioni, leggi qui le date.

SIMULAZIONE PRIMA PROVA MATURITA’ 2019

Per la prima prova sono previste tre diverse tipologie:

Tipologia A – analisi del testo [due tracce]
Tipologia B – testo argomentativo [tre tracce]
Tipologia C –  tema d’attualità [due tracce]

TRACCE DELLA SIMULAZIONE PRIMA PROVA

Ecco gli argomenti proposti agli studenti nel corso della simulazione della prima prova dell’Esame di Stato 2019 il 19 febbraio:

PRIMA PROVA SCRITTA – ESEMPIO TIPOLOGIA A
ANALISI E INTERPRETAZIONE DI UN TESTO LETTERARIO ITALIANO

  1. Giovanni Pascoli, Patria
  2. Elsa Morante, La storia (Torino, Einaudi 1974, pag. 168)

PRIMA PROVA SCRITTA – ESEMPIO TIPOLOGIA B
ANALISI E PRODUZIONE DI UN TESTO ARGOMENTATIVO

  1. Argomento: testo di Claudio Pavone
  2. Argomento: testo di Antonio Cassese “I diritti umani oggi”
  3. Argomento: prolusione del prof. Carlo Rubbia “La scienza e l’uomo”

PRIMA PROVA SCRITTA – ESEMPIO TIPOLOGIA C
RIFLESSIONE CRITICA DI CARATTERE ESPOSITIVO-ARGOMENTATIVO SU
TEMATICHE DI ATTUALITA’

  1.  Argomento: riflessione critica su un passo dello Zibaldone di Leopardi
  2. Argomento: riflessione critica su una citazione da un passo dello psichiatra Vittorino Andreoli, “L’uomo di vetro. La forza della fragilità”