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Cosa significa indulgenza plenaria

Scopri il significato di indulgenza plenaria, cos'è secondo la dottrina cattolica e che impatto ha nella vita dei cattolici.

Se ti stai chiedendo cosa significa il termine indulgenza plenaria, sappi che – secondo la dottrina cattolica – è il modo in cui la Chiesa si fa carico dei peccati dai noi provocati, purificando la vita dei fedeli mediante la forza santificatrice di Gesù e dei santi.

L’indulgenza plenaria cancella quindi la pena temporale data dal sacerdote al fedele durante la confessione.

Cosa significa indulgenza plenaria

Con l’indulgenza plenaria, sempre secondo la Chiesa Cattolica, scompare ogni male che abbiamo fatto perché Dio interviene direttamente per guarirne la ferita.

Indulgenza plenaria spiegata con parole semplici

Immagina di attaccare un quadro al muro.
Immagina poi di toglierlo: il quadro effettivamente non c’è più, ma per appenderlo hai utilizzato un chiodo e ora sul muro è rimasto il buco.

Sempre utilizzando questo esempio: durante la confessione viene cancellata la colpa (ossia il peccato che abbiamo fatto, nel nostro caso il quadro appeso sul muro), con l’indulgenza viene annullata anche la pena (ossia il buco nel muro).

Con l’indulgenza plenaria Dio stesso interviene, cancellando tutto, anche lo stucco che abbiamo utilizzato per coprire il buco lasciato dal chiodo. La realtà intera viene guarita da Dio.

Papa Francesco concede l’indulgenza plenaria

Le frasi più toccanti della preghiera di Papa Francesco qui

Il Papa, venerdì 27 marzo alle ore 18, sul sagrato di San Pietro – al termine della preghiera – ha impartito la benedizione Urbi et Orbi, cui è stata annessa l’Indulgenza plenaria secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica [20 marzo 2020]:

«Si concede il dono di speciali Indulgenze ai fedeli affetti dal morbo Covid-19, comunemente detto Coronavirus, nonché agli operatori sanitari, ai familiari e a tutti coloro che a qualsivoglia titolo, anche con la preghiera, si prendono cura di essi»

Tutti coloro che (virtualmente) si sono uniti a Papa Francesco nella preghiera di venerdì 27 marzo, hanno ottenuto l’indulgenza plenaria così come stabilito dal recente provvedimento della Penitenzieria Apostolica.

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Come si legge sul comunicato della Sala Stampa della Santa Sede:

2020-03-10

«La preghiera del Santo Padre potrà essere seguita in diretta tramite i media e si concluderà con la Benedizione eucaristica che sarà impartita “Urbi et orbi” attraverso i mezzi di comunicazione. A tutti coloro che si uniranno spiritualmente a questo momento di preghiera tramite i media sarà concessa l’indulgenza plenaria secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica»

A chi viene concessa l’indulgenza plenaria il 27 marzo

Come da Decreto della Penitenzieria Apostolica, si concede l’Indulgenza plenaria ai:

  • Fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell’autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa o della Divina Liturgia, alla recita del Santo Rosario o dell’Inno Akàthistos alla Madre di Dio, alla pia pratica della Via Crucis o dell’Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio oppure ad altre preghiere delle rispettive tradizioni orientali, ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile.
  • Gli operatori sanitari, i familiari e quanti, sull’esempio del Buon Samaritano, esponendosi al rischio di contagio, assistono i malati di Coronavirus
  • Fedeli che offrano la visita al Santissimo Sacramento, o l’adorazione eucaristica, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz’ora, o la recita del Santo Rosario o dell’Inno Akàthistos alla Madre di Dio, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, o dell’Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio o altre forme proprie delle rispettive tradizioni orientali di appartenenza per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell’epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé.

Significato di Indulgenza

il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che:

«L’Indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, dispensa ed applica autoritativamente il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi»