La storia di Carlo Acutis è quella di un ragazzo morto ad appena 15 anni, appassionato di informatica, sport e tecnologia, che ha vissuto una fede cattolica molto intensa e che, quasi vent’anni dopo la sua morte, è stato proclamato santo.

La sua vita arriva ora anche in televisione. Domenica 27 settembre 2026, in prima serata su Canale 5, va in onda in prima visione assoluta Il mio nome è Carlo, film tv diretto da Giacomo Campiotti e dedicato alla sua storia. Il film è disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity.

Ma chi era davvero Carlo Acutis e perché la sua storia è diventata conosciuta in tutto il mondo?

La vera storia di Carlo Acutis

Carlo Acutis nasce a Londra il 3 maggio 1991, figlio di Andrea Acutis e Antonia Salzano, entrambi italiani. Pochi mesi dopo la nascita la famiglia rientra a Milano, città nella quale Carlo cresce e frequenta la scuola.

La sua è, per molti aspetti, la vita di un ragazzo della sua generazione. Gli piace stare con gli amici, giocare a calcio e utilizzare il computer. Frequenta poi il Liceo Classico dell’Istituto Leone XIII di Milano, dei gesuiti. Parallelamente sviluppa fin da bambino un rapporto molto forte con la fede cattolica e in particolare con l’Eucaristia.

Proprio la convivenza tra questi due mondi – fede e tecnologia – diventerà uno degli aspetti più conosciuti della sua storia.

La passione di Carlo Acutis per Internet e l’informatica

Carlo dimostra una particolare familiarità con i computer e utilizza le sue conoscenze anche per realizzare progetti legati alla religione.

Tra i più conosciuti c’è il lavoro dedicato ai miracoli eucaristici riconosciuti dalla Chiesa, sul quale costruisce una mostra che negli anni successivi alla sua morte viene esposta in numerosi Paesi. Vatican News ricorda inoltre la sua attività informatica legata alla parrocchia e il suo interesse per Internet come mezzo attraverso il quale comunicare la propria fede.

È soprattutto questo aspetto ad aver contribuito, negli anni, all’immagine di Carlo come ragazzo profondamente inserito nel proprio tempo: non un giovane lontano dalla tecnologia, ma qualcuno che sceglie di utilizzarla come strumento.

Accanto all’informatica, le fonti vaticane ricordano anche il suo impegno come catechista e nel volontariato, in particolare verso persone senza dimora e mense per i poveri.

La malattia e la morte a soli 15 anni

Nell’ottobre del 2006, quando ha 15 anni, Carlo si ammala improvvisamente. Gli viene diagnosticata una leucemia fulminante.

Le sue condizioni peggiorano rapidamente e Carlo Acutis muore il 12 ottobre 2006 a Monza, ad appena quindici anni.

Dal 2019 i suoi resti mortali si trovano ad Assisi, nel Santuario della Spogliazione, città alla quale Carlo era particolarmente legato e che aveva visitato più volte durante la sua vita.

Dalla beatificazione alla canonizzazione

Il percorso che porta Carlo Acutis agli altari prosegue negli anni successivi.

Nel 2018 viene dichiarato Venerabile e il 10 ottobre 2020 viene beatificato ad Assisi. Per la beatificazione la Chiesa cattolica riconosce come miracolo attribuito alla sua intercessione la guarigione avvenuta nel 2013 di un bambino brasiliano affetto da una rara patologia congenita del pancreas.

Un secondo caso viene riconosciuto in seguito dalla Chiesa e apre la strada alla canonizzazione. Riguarda Valeria Valverde, una giovane costaricana che nel luglio 2022 subisce un gravissimo trauma cranico dopo una caduta in bicicletta a Firenze.

Secondo la documentazione riportata da Vatican News, la madre della ragazza si reca l’8 luglio sulla tomba di Carlo ad Assisi per pregare per la figlia. Nelle ore e nei giorni successivi le condizioni di Valeria migliorano progressivamente fino alla guarigione, riconosciuta poi dalla Chiesa cattolica come miracolo attribuito all’intercessione di Acutis.

Il 7 settembre 2025 Carlo Acutis viene proclamato santo da Papa Leone XIV, insieme a Pier Giorgio Frassati, durante una celebrazione in Piazza San Pietro.

Il film Il mio nome è Carlo su Canale 5

A un anno dalla canonizzazione e a vent’anni dalla morte, la storia di Carlo Acutis diventa protagonista del film tv Il mio nome è Carlo, in onda domenica 27 settembre 2026 in prima serata su Canale 5 e in contemporanea streaming su Mediaset Infinity.

Il film è diretto da Giacomo Campiotti e scritto da Campiotti insieme a Carlo Mazzotta. Samuele Carrino interpreta Carlo a 15 anni, mentre Lucia Mascino e Flavio Parenti interpretano rispettivamente la madre Antonia Salzano e il padre Andrea Acutis. Carlo bambino viene invece interpretato da Nicolò Caruz Jaramillo a sei anni ed Edoardo Vitalone a undici.

La storia attraversa infatti diverse fasi della sua breve vita, dall’infanzia fino agli ultimi giorni.

È importante però distinguere il film dalla ricostruzione strettamente biografica: la stessa Mediaset specifica che Il mio nome è Carlo è liberamente e parzialmente ispirato alla vita di San Carlo Acutis e a fatti realmente accaduti, rielaborati per esigenze sceniche.

Il film racconta quindi Carlo attraverso il linguaggio della fiction, mentre dietro la sceneggiatura rimane la storia reale di un adolescente nato nel 1991, cresciuto a Milano, appassionato di computer e morto a quindici anni, la cui figura in meno di vent’anni è diventata conosciuta ben oltre l’ambiente nel quale aveva vissuto.

Il mio nome è Carlo va in onda domenica 27 settembre in prima serata su Canale 5 ed è visibile anche in streaming su Mediaset Infinity.

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